I ricordi quanto mai vaghi di studentessa
delle scuole medie mi suggeriscono che la forza di gravità è quella che
mi tiene con il tacco delle mie scarpe spiaccicato sull’asfalto,
impedendomi di fatto di giravoltarmi nell’aria come fanno gli
astronauti, uno dei mestieri che più affascina i bimbi
A me no, a
dir la verità: la piccola Ev voleva diventare una cameriera in un bar,
meglio fast food; il perchè non lo so, colpa forse di "Happy days",
forse di "Kiss me Licia". Distribuire vassoi colmi di bicchieri e
leccornie, accompagnato da caldi sorrisi, era la mia massima
aspirazione.
Poi, la piccola Ev ha capito che il vassoio, come
entità, apparteneva e appartiene tuttora alla sfera dei suoi nemici, ed è
stata costretta a ripiegare sulla ballerina di danza classica. Il
volteggio sui palchi di tutto il mondo, chiusa in candidi tutù, poteva
essere la sua strada, ma, visto che la coordinazione e la leggiadria
erano e sono amiche quanto i pidocchi nei capelli, decise che la
parrucchiera sarebbe stato il lavoro perfetto. La mia missione era
salvare le chiome femminili dall’incuria e regalare loro la gioia
dell’ordine.
Tutti questi sogni avevano un filo conduttore: più
che abbattere la forza di gravità, il mio obiettivo era controllarla e
umiliarla, portando piatti, piroettando e fonando capelli; poi ho
comprato il primo paio di scarpe con il tacco, sperimentando il
trampolinismo e le cadute da trampolinismo.
I love Gravity.