Che dù tette

Io sono una fervida sostenitrice che il lavoro nobilita la donna, ma non l’uomo, che, per sua natura, dovrebbe solo impegnarsi nella cura della manicure della propria compagna. E, se proprio è volenteroso, anche della sua.

Raggiunta l’età scolare, il bambino dovrebbe essere avviato alla vita casalinga, imparare a cucinare, lavare e stirare. Se rimane tempo, potrebbe anche imparare a leggere, scrivere e far di conto, ma senza fretta.

Raggiunta l’età adolescenziale, il ragazzo dovrebbe frequentare corsi di azzerbinamento sentimentale e patriarcale, per prepararsi a quel che sarà la sua vita accanto a una donna che, lavorando, ha molte responsabilità. Se rimane tempo, potrebbe anche lavorare a maglia e usare un piegaciglia.

E infine, il coronamento di una vita: sposarsi, essere un bravo marito, crescere i propri figli, dedicarsi a loro senza altro obiettivo alcuno. Essere il puttino del focolare domestico.

La parità, invece, che dù tette.

Comments

io penso che in realtà non sia possibile che un uomo riesca ad imparare a cucinare, lavare e stirare, i nostri neuroni sono pochi e reagiscono solo se sollecitati a ben determinati impulsi:

Bandiera e trombetta da stadio
Calze utoreggenti e perizoma
Panino e birra
Divano e Televisione

Queste sono le uniche cose che risvegliano i neuroni maschili.

Hai dimenticato i corsi pre-parto! :-)

Far crescere delle povere creature a un uomo è davvero pericoloso, ne conosco solo uno o due che ci siano riusciti senza averli trasformati in piccole teste di cazzo alla Briatore-Corona/Velina-Letterina; arriva prima o poi quel folle spirito di gratificazione trasversale che fa riversare nei propri figli i sogni infranti mai raggiunti dal genitore.

il piegaciglia è fon-da-men-ta-le !

Far crescere un bambino ad un uomo???
Ma non ci sono già abbastanza serial killer e sociopatici al mondo?

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