Che dù tette
Io sono una fervida sostenitrice che il lavoro nobilita la donna, ma non l’uomo, che, per sua natura, dovrebbe solo impegnarsi nella cura della manicure della propria compagna. E, se proprio è volenteroso, anche della sua.
Raggiunta l’età scolare, il bambino dovrebbe essere avviato alla vita casalinga, imparare a cucinare, lavare e stirare. Se rimane tempo, potrebbe anche imparare a leggere, scrivere e far di conto, ma senza fretta.
Raggiunta l’età adolescenziale, il ragazzo dovrebbe frequentare corsi di azzerbinamento sentimentale e patriarcale, per prepararsi a quel che sarà la sua vita accanto a una donna che, lavorando, ha molte responsabilità. Se rimane tempo, potrebbe anche lavorare a maglia e usare un piegaciglia.
E infine, il coronamento di una vita: sposarsi, essere un bravo marito, crescere i propri figli, dedicarsi a loro senza altro obiettivo alcuno. Essere il puttino del focolare domestico.
La parità, invece, che dù tette.
Comments
Bandiera e trombetta da stadio
Calze utoreggenti e perizoma
Panino e birra
Divano e Televisione
Queste sono le uniche cose che risvegliano i neuroni maschili.
Posted by: Mek2.k | Settembre 15th, 2008 16:38
Posted by: venividiwc | Settembre 15th, 2008 19:31
Posted by: Brukoniglio | Settembre 16th, 2008 09:19
Posted by: spora | Settembre 24th, 2008 13:53
Ma non ci sono già abbastanza serial killer e sociopatici al mondo?
Posted by: Faina | Ottobre 15th, 2008 12:00