18 Giugno 2008

Prince Charming

Nel sempre-troppo-rimpianto tempochefu, esistevano i matrimoni combinati, grazie ai quali una neonata che stava emettendo il primo vagito era già virtualmente sposata ad un coetaneo poppante. Ciò non la esentava mica dalla voglia di imbattersi nel Principe Azzurro, figura mitologica dell’immaginario femminile, il quale sfugge dalle semplici definizioni e rifulge di un’aura mistica e misteriosa. A colui che salvato Biancaneve dalle mele cicutiche, Cenerentola dalle sorelle diaboliche e la Bella Addormentata da un pesante pisolino, si chiedono infinite qualità, innumerevoli abilità e illimitato plafond Mastercard.

Nel perpetuo dubbio che esista, e, qualora esista, quale sia il numero di telefono, le fanciulle ne discutono fra loro fitto fitto, in conversazioni che mai dovrebbe essere divulgate; tutte, però convergono su un punto fondamentale: il Principe Azzurro è uno che ti fa ridere. Meglio amare uno che fa ridere fino a piangere che piangere per uno che ti fa ridere. Poichè ridere fa venire le zampe di galline, il Principe dovrebbe essere un chirurgo plastico o un pollicoltore.

14 Giugno 2008

Punti di vista

Se fossi un essere umano dotato di pene, più che della sua invidia, andrei in giro a abbordare mentre in tivvù gioca la Nazionale.

In strada sgambettano allegramente belle fanciulle che camminano indisturbate e ridono, lasciando scie rosa al loro leggiadro passaggio. Nei negozi di abbigliamento femminile la vita continua al solito frenetico ritmo di vanità, mentre in quelli per uomo capannelli di maschietti stazionano di fronte a schermi appositamente posizionati e alla domanda: “Che fa l’Italia?”, pronunciata da una cinguettente voce femminile, rispondono sgraziatamente.

Ieri, nel fare shopping, mi sono addirittura imbattuta in una bancarella di extracomunitari che sventolavano la bandiera tricolore e alla fatidica domanda: “L’Italia sta pareggiando?” mi hanno risposto:”No. Uni uni”.

10 Giugno 2008

Chiamala, se vuoi, spocchia

La tivvù d’estate ha il potere di fare ammosciare le piantine di basilico sui balconi, far cadere le spine dei cactus casalinghi e spiumare i pipistrelli.

Spariscono i varietà in cui il vicino triste, la massaia operosa o l’adolescente topexanato mostrano doti artistiche simili a quelle della mitica Raffa. Vengono cancellati i telefilm con protagonisti dottori illusionisti, detective contorsionisti e preti avventisti.

Ai nastri di partenza si trovano programmi lampadati e abbronzanti, film di giustificato oblio e di ingiustificate repliche e  amarcord a più non posso.

Chiamala, se vuoi, spocchia.

8 Giugno 2008

Non sono un cittì

Le minoranze, per essere tali, devono avere un requisito fondamentale: essere vituperate da maggioranze arroganti, sbruffone e noncuranti. Subiscono, con poche possibilità di protestare e, ancor meno, di fermare l’orda nemica.

Nonostante i numeri vadano contro, la parola d’ordine  è resistere, senza farsi plagiare.

Ieri sono iniziati i Pallosei di calcio.

6 Giugno 2008

Cinefila

Romantico fa spesso rima con melensico e melensico con danzerettico, per cui apriosticamente scarto i film d’amore, soprattutto se in mezzo c’è una scuola di ballo, una sala da ballo, un ballo.

“Dirty Dancing” mi fa abbioccare, “Grease” annoiare e “Shall we Dance” svenire.

Nell’ambito della categoria, però, ci sono film che sono delle pietre miliari.

Al terzo posto, “Stregata dalla luna” (per via de “La bohème“, chè io sulla gelida manina cospargo fiumi di lacrime), a pari merito con “Un amore splendido” (invitatemi il 14 Febbraio sulla terrazza dell’Empire State Building e sarò vostra per sempre, ma se facciamo sul Cupolone con un trancio di pizza bianca scrocchiarella è uguale, giuro).

Al secondo posto, due film tratti da due bei libri: “Colazione da Tiffany” (chè la Hepburn è bellissima, e io dovrei andare a lezione da Arturo Brachetti per cambiarmi d’abito in un taxi) e “Camera con vista” (chè non ho quadri alle pareti, ma se ce li avessi li riempirei di punti interrogativi e per via del bacio nel prato di coloratissimi papaveri).

Al primo posto, “Harry ti presento Sally” (chè io voglio bene a mia sorella ma lei certe cose a Capodanno mica può dirmele e per via del finto orgasmo nel ristorante) e “La mia Africa” (chè io odio gli insetti, ma se in mezzo ci trovassi Robert Redford potrei pure fare un’ eccezione e per via dei paesaggi, suggestivi).

Eh, si, sono proprio cinefila.

3 Giugno 2008

No time no space

Indecisa se in età romana sia stata una una patrizia o una plebea, nel 1700 sono stata, senza dubbio, una musa del Divin Marchese, Monsieur De Sade, esperienza della quale la mia anima mantiene oggi intatti i segni.

Aver pagato l’abbonamento in palestra fino a fine luglio, da vera pigra e finta ginnica quale sono, è una bazzecola in confronto all’aver mal riposto affetto e fiducia in chi non meritava nè l’uno nè l’altra.

Il che è un bruscolino rispetto alle numerose corrispondenze trovate ieri, ascoltando l’intervista in tivvù di una nota star che, come me, non gradisce essere avvicinata per il solo aspetto fisico, ha dei colleghi meravigliosi e ama l’abbigliamento sobrio ma comunicativo.

Io e Rocco Siffredi, due che, spesso, si portano il lavoro a casa.

Update: Prima di essere sommersa da richiesta di materiale audio-video, non è ovviamente lo stesso lavoro, sebbene sia certa che il mio sia più piacevole!