Romantico fa spesso rima con melensico e melensico con danzerettico, per cui apriosticamente scarto i film d’amore, soprattutto se in mezzo c’è una scuola di ballo, una sala da ballo, un ballo.
“Dirty Dancing” mi fa abbioccare, “Grease” annoiare e “Shall we Dance” svenire.
Nell’ambito della categoria, però, ci sono film che sono delle pietre miliari.
Al terzo posto, “Stregata dalla luna” (per via de “La bohème“, chè io sulla gelida manina cospargo fiumi di lacrime), a pari merito con “Un amore splendido” (invitatemi il 14 Febbraio sulla terrazza dell’Empire State Building e sarò vostra per sempre, ma se facciamo sul Cupolone con un trancio di pizza bianca scrocchiarella è uguale, giuro).
Al secondo posto, due film tratti da due bei libri: “Colazione da Tiffany” (chè la Hepburn è bellissima, e io dovrei andare a lezione da Arturo Brachetti per cambiarmi d’abito in un taxi) e “Camera con vista” (chè non ho quadri alle pareti, ma se ce li avessi li riempirei di punti interrogativi e per via del bacio nel prato di coloratissimi papaveri).
Al primo posto, “Harry ti presento Sally” (chè io voglio bene a mia sorella ma lei certe cose a Capodanno mica può dirmele e per via del finto orgasmo nel ristorante) e “La mia Africa” (chè io odio gli insetti, ma se in mezzo ci trovassi Robert Redford potrei pure fare un’ eccezione e per via dei paesaggi, suggestivi).
Eh, si, sono proprio cinefila.